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Dizionario Assicurativo. Terminologia base di settore che devi conoscere!

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ASSICURAZIONI 360° (Ed. n°1) Il manuale Assicurativo


Secondo appuntamento di ASSICURAZIONI 360°.

Ringrazio innanzitutto chi mi ha fatto notare taluni accorgimenti da apportare alla versione “TEST” della prima uscita alla quale sono stata fatte le congrue modifiche ed alcune precisazioni.

Con questo e col prossimo numero cercheremo di soffermarci all’interno del panorama dei diversi canali distributivi attraverso i quali vengono intermediati i prodotti assicurativi in Italia.

Principalmente vi sono 4 grandi categorie di distributori chiamati anche Intermediari Assicurativi.

Gli Intermediari sono dei professionisti che operano nel settore assicurativo e il loro ruolo è quello di far arrivare il “prodotto”, dalla “fabbrica” direttamente al cliente finale.

Per poter svolgere l’ attività di Intermediario è necessario essere iscritti ad un Albo professionale, il Rui. Tale iscrizione prevede il possesso di alcuni requisiti morali e il superamento di un esame riguardante le proprie competenze specifiche in materia assicurativa.

Gli esami si tengono dopo aver effettuato e comprovato una fase di apprendimento prevista per legge. (Reg. N° 5 dell’ISVAP.)

L’Albo Rui che sta per: Registro Unico degli Intermediari assicurativi e riassicurativi è gestito dall’ISVAP, che è l’ Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di interesse collettivo. Il Rui è stato reso pubblico ed attivo a partire dal 1° febbraio 2007.

Il ruolo dell’ISVAP, apriamo una piccola parentesi, è quello di vigilare nei confronti delle imprese di assicurazione e riassicurazione nonché di tutti gli altri soggetti sottoposti alla disciplina delle assicurazioni private, compresi gli agenti e i mediatori di assicurazione. L’ISVAP svolge le sue funzioni sulla base delle politiche indicate dal Governo.

Di fatto potremmo paragonarlo ad una sorta di controllore del mercato assicurativo.

Ma torniamo a noi, all’Interno del Registro (RUI) si trovano divisi in 5 tipologie i relativi Intermediari:

-Alla Sezione A gli Agenti,
-Alla Sezione B i Broker,
-Alla Sezione C i produttori diretti delle imprese di assicurazione,
-Alla Sezione D le Banche, gli intermediari finanziari (ex Art 107 TUB) le Sim e Poste
-Alla Sezione E infine tutti i collaboratori degli intermediari iscritti nelle sezioni A, B e D che operano al di fuori dei locali di tali intermediari.

Quando entrerete in contatto con uno di questi operatori è consigliabile verificarne o meno l’iscrizione all’ albo sopracitato, chiedendo il numero di iscrizione al RUI e verificandolo nel sito internet Isvap.

Come non andreste a farvi visitare da un finto medico non vi recherete da un finto assicuratore per una consulenza, pertanto vi basterà cliccare QUESTO LINK ed inserire nome e cognome del soggetto o ragione sociale della società per avere subito una risposta.

Se vi apparirà una schermata riepilogativa dei dati di quella persona/società e saranno concidenti con i dati in vostro possesso nessun problema, se invece il nominativo non verrà trovato nel caso migliore si può pensare ad un ritardo nell’ iscrizione ma nel caso peggiore si può aver davanti un truffatore.

Per oggi ci fermiamo qui, dandovi modo di provare quanto illustrato e col prossimo numero andremo a vedere nel dettaglio le differenze tra i tipi di distributori ed alcune loro metodologie di operatività.

Al prossimo numero!

Posted By ME Date: 22.06.2012 - h 20.30.


ASSICURAZIONI 360° (Ed. n°0) Il manuale Assicurativo


INTRODUZIONE:
Assicurazioni 360 punta a diventare un manuale operativo riferito alle polizze vita e danni in genere in grado di fornire le informazioni fondamentali per sapersi destreggiare in tutte le vicissitudini riguardanti la vita di un contratto assicurativo. Uscirà con cadenza bisettimanale ed avrà l'intento di essere il più' diretto e semplice possibile,analizzando tutte le fasi della vita di un contratto assicurativo (vita e/o danni) per sommi capi e comprenderà dei FOCUS per le sezioni più complesse; il tutto finalizzato ad un attenta analisi del complesso mondo dei reclami/sinistri e dei relativi casi, passando da quelli classici a quelli più complessi.

PERCORSO:
Il percorso si articolerà' secondo questo ordine:

-Definizione di assicurazione
-Conoscere la distribuzione dei prodotti assicurativi sul mercato
-Come scegliere un' assicurazione (il bisogno di una polizza assicurativa)
-Principali differenze tra assicurazioni vita e danni (Analisi tipologie di contratto)
-Gli "attori" presenti nei contratti vita e danni
-Linguaggio tecnico e garanzie
-Limitazioni alle garanzie
-Nozioni normative
-Riscatti
-Sinistri e Reclami
-Analisi di casi pratici

Argomento di questa edizione N°0 sarà la definizione di assicurazione (in genere).
Secondo il nostro codice civile, precisamente all'articolo 1882, l'assicurazione è il contratto con il quale l'Assicuratore (inteso in senso lato come la Compagnia di Assicurazioni), si obbliga a corrispondere una prestazione (in denaro o meno) riferita al danno prodotto da un sinistro oppure a versare una somma di capitale o una rendita, entro i limiti convenuti con l'assicurato, all'Assicurato stesso nel caso in cui determinati eventi attinenti la vita umana abbiano luogo.
Il Contratto assicurativo è quindi a tutti gli effetti un rapporto giuridico patrimoniale e come tale può essere posto in essere solo se si verificano due condizioni fondamentali:

1)Il Cliente, deve versare all'Assicuratore il premio (Il premio è, di fatto, il corrispettivo in denaro pagato per la prestazione).
N.B. "Cliente" è un termine molto generico e inappropriato in termini assicurativi, vedremo più avanti la differenza tra i vari soggetti che rappresentano gli attori di un contratto assicurativo. Il "Cliente", di fatto può essere assicurato e/o contraente e/o beneficiario di una polizza e quindi essere o meno "interessato" dalle coperture assicurative, ma è un discorso che richiede uno specifico approfondimento che tratteremo più avanti.
2)La presa in carico del rischio da parte dell'Assicuratore, ovvero, l'accollarsi l'obbligo di effettuare una determinata prestazione all'accadere di un evento concordato tra le parti.

Questa assunzione di responsabilità' avviene per mezzo dell'emissione del certificato di assicurazione.
Classico esempio di accollo del rischio è il pagamento del premio dell'R.C.Auto.
Di fatto, pagando il premio, il "Cliente" sposta da se stesso alla compagnia di assicurazione il rischio di dover pagare di tasca propria i danni (spesso ingenti) derivanti da sinistri avvenuti durante la circolazione stradale.
Parole che possono sembrare difficili ma che, proseguendo con le prossime puntate, troveremo più' familiari.
Al prossimo numero!

Posted By ME Date: 31.05.2012 - h 20.30.


Tecnologia Anti-truffe ma non salvavita...

Truffe alle assicurazioni? Marsec, il Centro per il monitoraggio satellitare della provincia di Benevento, le ha abbattute fino a 3 quinti riducendo alla metà il costo mensile delle opere di manutenzione stradale. Questi sono i dati emersi dagli studi recentemente pubblicati. I mezzi operativi del Marsec percorrono continuativamente ogni settimana gli oltre 1250 km di tratte che formano la rete di strade provinciali, rilevando buche, dislivelli e principi di sgretolamento del manto stradale. Ogni mezzo è dotato di un preciso sistema di registrazione e acquisizione video che attribuisce alle immagini tutti i dettagli temporali e geografici (immagini georeferenziate). Una volta tornati alla ‘base’ le immagini vengono scaricate sui sistemi dell’Ente, che le elabora e le rende fruibili all’interno di un applicativo proprietario. I dati sono così a disposizione delle compagnie assicurative, che possono verificare l’effettiva stato delle strade in caso di richiesta di risarcimento da parte dell’assicurato, e scovare subito la frode qualora si verifichi. Il giro d’affari di questo business pare assai redditizio, ma un progetto del genere forse avrebbe dovuto sposare una causa più nobile: la tanta agognata sicurezza degli utenti della strada! Di incidenti dovuti alla precaria situazione del manto stradale se ne parla davvero molto ed il progetto della Marsec è importante, ma non più della sicurezza delle persone verso le le quali questi sforzi dovrebbero andare incontro. La banca dati, dovrebbe essere,quindi accessibile anche agli operatori degli enti Comunali delegati alla manutenzione viaria, in modo tale da poter entrare subito in azione a tempo debito scongiurando le richieste di risarcimento dalla radice, ovvero implementando un circolo virtuoso che impedisca che si sviluppino condizioni favorevoli per l’accadimento di incidenti. Le assicurazioni avrebbero meno sinistri da accollarsi e la sicurezza stradale non sarebbe il solito miraggio. Sicuramente ci sarebbero buoni margini di guadagno ma la cultura di prevenire i rischi è un po’ lasciata a se stessa in favore della gestione del rischio stesso (certamente più remunerativa). Ci auguriamo che questo progetto, comunque,si evolva e varchi i confini regionali interessando tutta l’Italia; vi terremo informati!

Posted By ME Date: 18.04.2012 - h 23.33.


Redditometro e assicurazioni, evitiamo la retro sui consumi!

La notizia sembra passata in secondo piano, ma i blitz delle fiamme gialle continuano a ritmi serrati rimbalzando su copertine e tv. Un utile strumento, che in forma eccessivamente “invasiva” ed un tantino indiscreta con i consumi del contribuente, rischia di generare l’ effetto opposto di quello desiderato. Molteplici le problematiche legate ad esso, e non c’è bisogno di intraprendere chissa quale ricerca, basta ascoltare i discorsi di chi ci sta vicino per capire la paura ingenerata dal nuovo giocattolo in dotazione al fisco ed anche quella per l’accanimento contro chiunque non sia un dipendente; basterebbe aggiungere una ricompensa per chi denuncia l’evasore ed un famoso dittatore al potere, per tornare al periodo dell’ olocausto. Questo è preoccupante perchè permette alla politica di controllare il disagio della popolazione per la crisi ponendo una parte contro quella demonizzata, con tutto ciò che ovviamente ne consegue. La politica, nel frattempo si nasconde e latita (novità), fa tutt’ altro che rappresentare il reale bisogno dei cittadini, che in questo caso sono sempre piu’ degradati a sudditi (visti anche gli ultimi obblighi ed imposizioni fiscali). Questa introduzione per dire cosa? Per farsi una domanda: << Ma stiamo prendendo la strada giusta ? >> Si perchè il redditometro va bene in quanto permette di scovare sopratutto gli evasori totali cioè chi spende più di quello che guadagna dichiarando nulla o cifre davvero irrisorie. Quest’ultimi sono i peggiori, perchè molto spesso chi evade qualche briciola lo fa per vivere, cioè, assumersi dei rischi, creare posti di lavoro e poi dover chiudere per dare allo stato più della metà di quello che si riesce a guadagnare, sopratutto per le piccole imprese che sono la linfa del nostro Paese è inconcepibile, a fronte poi delle ridicole tassazioni sulle rendite finanziarie che non creano valore aggiunto al Paese ma solo al singolo capitalista. Il problema risiede ancora una volta nel lavoro dei media che hanno fatto percepire il redditometro (giustamente o meno lo lascio dire a voi) come uno strumento di controllo invasivo e rivolto verso chiunque, al pari di una tortura medievale, il che porterà certamente a condotte più negative che altro. Ma quali potrebbero essere queste condotte pericolose? Il già precario equilibrio econominico potrebbe essere intaccato dalla scarsa liquidità ingenerata da prelevamenti massivi al fine di nascondere i patrimoni. Le banche per ridurre i rischi rilasceranno prestiti a fatica e il susseguirsi di eventi potrebbere essere davvero problematico. In ambito assicurativo, potrebbero esserci ripercussioni sulla stipula di polizze sanitarie e di polizze rc auto-moto-natanti fenomeno purtroppo già riscontrato. Il risparmio sarà sicuramente intaccato (lato polizze vita) e per quanto riguarda l’ ambito sociale il circolo vizioso colpirà anche quelle polizze che vanno a coprire i danni alle proprietà e gli altri rischi in genere. Giustamente a nessuno interessa se le imprese di assicurazioni venderanno meno ma il problema risiede nel fatto che per creare una cultura prudenziale legata alla copertura dai rischi si è speso molto sia a livello di energie che a livello economico e si rischia di vanificare i risultati finora faticosamente raggiunti; senza contare che un rischio che non si accolla un privato spesso ricade sullo stato, tradotto in un aumento della pressione fiscale. Non dimentichiamo che le assicurazioni svolgono una funzione sociale non indifferente e spesso ignorata. Concludendo, non cadiamo vittime di facili e inutili allarmismi, piuttosto se colti impreparati cerchiamo fonti d’informazione qualificate e così facendo il sistema Paese forse non metterà la retro.

Posted By ME Date: 13.03.2012 - h 23.33.


Addio targhino del ciclomotore

Finisce l’epoca del targhino! Esattamente, avete capito bene, dopo ormai 5 anni abbondanti dall’ uscita del decreto quella piccola “Piramide d’acciaio” che identificava voi ed il vostro ciclomotore o microcar (o comunque un veicolo da 50 cc di cilindrata) va in pensione. Dal 13 Febbraio 2012 chiunque fosse ancora in possesso del vecchio targhino (chi ha appena acquistato un nuovo ciclomotore, con targa quadrata tanto per capirci, non deve preoccuparsi di nulla) sarà costretto, in sostituzione, a dotarsi della nuova targa. La nuova Targa resterà sempre intestata al propietario di un qualunque cinquatino. Uno ed uno solo però, ovvero una targa varrà per un motorino 50 CC anche nel caso esso venga venduto o rottamato, cosicchè se ne acquisterete un altro potrete apporvi sempre la stessa targa già in vostro possesso, perchè sarà il numero di telaio a legarla al vostro mezzo. Ovviamente con la nuova targa tutte le operazioni riguardanti il cinquantino, cioè cambio proprietario, cambio di residenza, rottamazione o eventuale sospensionde dalla circolazione dovranno essere comunicate alla Motorizzazione Civile, presso le sue sedi o presso gli sportelli pratiche auto. Questa opearzioni altrettanto banalmente non saranno gratuite e faranno si che il tutto venga registrato presso gli stessi uffici (non si pensi che in passato non si sapesse a chi apparteneva un determinato scooter ma ora la normativa è più stringente). Oltre al vecchio targhino non saranno più validi anche i relativi libretti di circolazione i cosidetti “librettini” di colore grigio. Con la nuova targa verrete forniti anche di una nuova carta di circolazione. Chi non si adeguerà alla normativa entro il 13 Febbraio sarà soggetto alla sanzione di Euro 519, 67. Ma passiamo al lato pratico, per entrare in possesso della nuova targa potrete recarvi presso un centro pratiche auto AUTORIZZATO e spendere circa 100 Euro (Ndr il prezzo è solamente un’ indicazione) oppure spenderne solo circa 50 euro, se preferite fare tutto da soli, eAd andare in Motorizzazione con i 3 bollettini, riportati sotto, pagati (munitevi delle relative ricevute di pagamento), il “vecchio libretto” e il “vecchio targhino”. Vi ricordiamo, in ogni caso, di NON CIRCOLARE SENZA ASSICURAZIONE , rassicurandovi sul fatto che le compagnie assicurative sono obbligate ad accettare ancora il vecchio targhino (o meglio il numero di telaio) per darvi regolare copertura.
Ecco i Dati per eseguire correttamente i bollettini:
1) Oggetto: Diritti Motorizzazione Civile
Somma: 9 euro
C/c n°: 9001
Intestato a: Dipartimento Trasporti Terrestri – Roma (Diritti)
2)Oggetto: imposta di bollo
Somma: 29,24 euro
C/c n°: 4028
Intestato a: Dipartimento dei Trasporti Terrestri – Roma – (imposta di bollo)
3)Oggetto: Acquisto targa
Somma: 12,92 euro
C/c n°: 121012
Intestato a: Sezione Tesoreria dello Stato di Viterbo – (acquisto targa)

Posted By ME Date: 10.02.2012 - h 20.44.


Scatola nera = RC auto scontata?

All’ interno del decrero liberalizzazioni c’è, tra l’ altro, alla voce assicurazioni il provvedimento atto ad abbassare il costo delle RC Auto; è stato ampiamente discusso, ma sarà davvero in grado di sanare la stagnante situazione dei prezzi di questa fetta di mercato assicurativo? Fermiamoci, allora, ad analizzare la situazione e valutare l’adeguatezza dello strumento scelto per il raggiungimento dell obiettivo prefissato. La “scatola nera” per le auto non è l’ultima novità in materia, esiste già da diverso tempo, ed è uno strumento ormai collaudato. Già da qualche anno diverse compagnie assicurative offrivano questo apparecchio ai propri clienti per abbassare il prezzo della propria R.C., sia a pagamento che con un kit gratuito. Pioniere nel mercato italiano furono solo una manciata di Compagnie, ma andiamo a vedere di cosa si tratta nel detaglio. La scatolatola nera per auto, è un dispositivo rimovibile che viene installato a bordo della vettura senza costi per il cliente (Probabilmente il costo è assorbito in un’ altra voce). Il dispositivo serve a rilevare informazioni circa la condotta di guida e memorizzarle in caso di incidente. Tali rilevazioni avvengono tramite una porta standard presente nelle centraline di ogni auto e registra parametri come: velocità di percorrenza, regime di rotazione del motore, marcia inserita e accelerazione laterale. In pratica attraverso tutti questi parametri viene registrato un film in versione “solo dati”, senza immagini, del nostro viaggio. Il nostro dispositivo funziona per esempio come le scatole nere dei treni ed è in grado di resistere a forti pressioni e temperature elevate in modo tale da trattenere le informazioni catturate in caso di incidente. La registrazione che rimane memorizzata corrisponde ai circa 40 secondi precedenti e ai 10 successivi all’impatto (la tempistica può variare fino al salvataggio di tutti i dati dall’ inizio del periodo di vita della stessa fino alla sua distruzione). Il sinistro viene percepito attraverso tutti questi parametri tra i quali: forti decelerazione, esplosione degli air bag o per le vetture di nuova generazione per mezzo dell’ attivazione dei cosiddetti sistemi “pre safe” atti alla riduzione dei danni da impatto. Il dispositivo, inoltre, georeferenzia i dati tramite un antenna Gps,così da registrare anche la posizione dove è avvenuto il sinistro. Se equipaggiata di modulo Gsm/Gprs, la scatola nera, oltre che comunicare dati in tempo reale ad un eventuale centrale può, in caso di emergenza, fornire assistenza immediata contattando il 112 o il 118 inviando agli operatori precise informazioni utili all’attivazione degli interventi di soccorso. Terminata l’analisi tecnica dello strumento, dati ISVAP di due anni fa (2010), evidenziano che per la maggior parte, le compagnie assicurative che avevano utilizzato la scatola nera per i propri clienti gli avevano poi offerto uno sconto davvero limitato pur avendo rilevato che i sinistri erano davvero inferiori alla media. Ciò detto pare evidente che riuscire a truffare un’ assicurazione con questo strumento diventerebbe cosa davvero ardua, (questo dovrebbe portare a un forte abbassamento dei prezzi) ma probabilmente ci potrebbe essere, a lungo andare, anche un effetto boomerang; provate a pensare che geolocalizzando i dati e rilevando la vostra velocità in due casi limite ovvvero il conducente che svolta ad esempio a sinistra su una strada dove ciò è vietato e viene tamponato la geolocalizzazione potrebbe far risalire la compagnia a quel luogo e a quel divieto e quindi capite autonomamente che potrebbe negarvi il risarcimento. Stessa situazione si potrebbe ipotizzare in caso di sinistro avvenuto a velocità più alta di quella prevista da codice della strada, non dimentichiamoci che una cosa simile avviene già per i sinistri commessi con tassi alcolemici più alti di quelli previsti da codice. Quindi, chiudendo, la preoccupazione è che si migliori la sicurezza generale delle nostre strade ma si sia perso di vista l’obiettivo primario di abbassare le tariffe RC in quanto uno sconto sul furto incendio (garanzia che ormai le Compagnie quasi regalano) è davvero irrisorio tanto quanto quello direttamente applicato sulle RC stesse. Altra preoccupazione è che questo Grande Fratello potrebe far diminuire vertiginosamente sinistri rimborsati ( le Compagnie potrebbero attribuire molto più spesso il concorso di colpa) e quindi addirittura far aumentare i costi a carico degli assicurati. Certo è invece che in questo modo le truffe diminuiranno fortemente. Andrebbe forse imposto uno sconto forzoso alle compagnie? Un plauso infine alle iniziative legate alla valutazione dell’efficienza del veicolo per poi attribuire uno sconto (speriamo reale) a chi consente alle aziende assicuratrici di fare un’ ispezione alla propria autovettura e a quella del contrassegno virtuale che prevede l’integrazione di una banca dati elettronica per il controllo dei “furbetti” che ne girano sprovvisti.

Posted By ME Date: 31.01.2012 - h 21.00.


Calamità naturali, Onu e funzione sociale delle assicurazioni

Dopo i problemi creati dal maltempo, anche in Italia sta facendo breccia il pensiero made in USA e l’ultima stoccata in ordine di tempo arriva dall’Onu che in modo velatamente provocatorio puntualizza:”Stipulare assicurazioni contro i danni a proprietà migliora la fase di ricostruzione” e asserisce che se il singolo si garantisse contro i danni alle proprietà in caso di catastrofi, si potrebbero arginare con più facilità quelle crisi post-disastri naturali che gravano poi sull’economia di un Paese. Probabilmente la provocazione è veicolata con l’intento di innalzare il livello di attenzione circa gli ultimi accadimenti e puntare i riflettori sull’emissione del proprio ultimo rapporto per la riduzione del rischio da catastrofi ambientali, conclusosi e pubblicato proprio pochi giorni fa dopo aver effettuato un’attenta valutazione dei disastri avvenuti a livello globale. In Nuova Zelanda invece, dopo il sisma di febbraio, le compagnie di assicurazione hanno pagato 12 miliardi di dollari mentre in Giappone per il sisma-tsunami si è toccato quota 22 miliardi di dollari.Per citare qualche dato, solamente il 9% degli edifici coinvolti nel recente terremoto turco era coperto da assicurazioni e dopo il sisma di magnitudo 7.2 ci sono state richieste di danni alle assicurazioni per un ammontare di ‘solo’ 170 milioni di dollari. Di qui l’appello dell’Onu, sono ancora pochi gli assicurati rispetto a questo tipo di danni e le principali cause sono certamente scarsa consapevolezza del rischio e informazione (quella su vasta scala) inesistente circa il funzionamento dei prodotti. Pare evidente,però, che scaricare completamente gli oneri dei disastri da un capo o all’altro, (Stato o Singoli) lascerebbe la situazione in quel caotico limbo che generalmente fa da sfondo ai grandi eventi italiani, dove spesso il contributo determinante arriva dalla forza dei volontari. Ma proviamo a fornire, seppur sommariamente, un’ idea dei sistemi adottati fuori dall’Italia per arginare i rischi derivanti da disastri naturali, e raffrontarli con quello italiano. Lo facciamo tramite un interessante studio commissionato all’Autorità di bacino del fiume Serchio. Le catastrofi naturali hanno riaperto un dibattito acceso sulle loro cause, sui loro effetti e soprattutto sulle politiche più idonee per affrontarle e contenerle. Il nostro Paese ha sempre affrontato tali eventi nel segno dell’emergenza, convogliando di fatto verso politiche di riparazione ingenti risorse dello Stato, che venivano di conseguenza sottratte dalle politiche di prevenzione e non solo. Il buon senso dovrebbe spingere a contrastare la logica emergenziale sinora dominante: sia per una questione di costi, incontrollabili, sia per una questione di sicurezza; gestire l’emergenza significa averla quantomeno raggiunta, con le conseguenze del caso. Numerosi Paesi europei ed extraeuropei, col tempo, hanno scelto di affrontare e risolvere il problema dei danni provocati da catastrofi naturali attraverso il sistema delle assicurazioni private nazionali ed internazionali. L’esperienza spagnola, è la più antica, risale al tempo della guerra civile, ed è caratterizzata dal massimo intervento da parte dello Stato che tramite una struttura pubblica operante in condizioni di monopolio, ha il compito di gestire un sistema assicurativo in nome della collettività. L’esperienza americana, invece, rappresenta un modello esemplare di remissione del rischio al mercato, giacché i premi assicurativi sono così stabiliti. Una posizione più centrale è offerta dalla legislazione francese, tramite un sistema ‘misto’, molto simile al tipo di esigenze del nostro Paese. L’ opzione francese,infine, consiste essenzialmente nell’obbligo, imposto dallo stato alle compagnie di assicurazione, di garantire il rischio da catastrofe naturale, vincolandole ad inserire una apposita clausola assicurativa in ogni polizza stipulata per coprire gli assicurati dal rischio di incendio, o di altra forma di danneggiamento materiale, di beni mobili ed immobili. Tale clausola di garanzia assicurativa sulle catastrofi naturali da diritto alla percezione, da parte dell’assicuratore, di un premio aggiuntivo, uguale per tutti e fissato dallo Stato. Il meccanismo è ritenuto un sistema ibrido, dato che in esso le libere forze del mercato assicurativo sono soggette a regole dettate dallo Stato, che disciplina il pagamento delle tariffe e la procedura per l’indennizzo, azionata tramite un decreto ministeriale che sancisce lo stato di catastrofe naturale. Il sistema fu inizialmente percepito come talmente garantista che non avrebbe incoraggiato a sufficienza politiche di prevenzione da parte degli enti locali, quali, per esempio, politiche urbanistiche particolarmente caute nelle zone ad alto rischio. Perciò col tempo si decise di modulare gli indennizzi delle società assicuratrici, in funzione delle attività preventive poste in essere dalle comunità colpite. Alcuni esperti però, piuttosto che un intervento dello Stato, rivolto a modulare gli indennizzi, avrebbero ritenuto più opportuno dare libero corso alle forze del mercato e permettere alle società assicuratrici di variare i premi assicurativi, in funzione del diverso rischio delle aree insediate, abbandonando l’attuale regola del premio unico, che costituisce, la massima espressione di quel principio di solidarietà su cui è stata fondata la riforma. Concludendo, sarete concordi nell’auspicare tempi più maturi nei quali intraprendere un proficuo confronto istituzionale a riguardo.

Posted By ME Date: 03.12.2011 - h 22.00.


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